Architetti di strada
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Per l'accessibilità dell'Arco Bonaccorsi

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Il progetto
Nel corso del 2012, su richiesta del Dipartimento Riqualificazione Urbana del Comune di Bologna, Architetti di strada ha elaborato un’ipotesi di accessibilità per l’Arco Bonaccorsi. Posto in testa al portico di San Luca, di fronte a Porta Saragozza, l’arco deve il disegno all’architetto Gian Giacomo Monti (1620-1692) che s’ispirò all’edicola quadrifronte di Francesco Morandi Terribilia costruita quasi un secolo prima, nel 1587, per la cisterna dell’Orto dei Semplici (ora nel cortile della Pinacoteca nazionale). Il disegno del Terribilia venne da Monti adattato in chiave scenografica, ottenendo un solenne accesso al portico da tutti i lati. A questo arco si ispirò l’architetto Carlo Francesco Dotti sia nel disegno del Meloncello, che nella soluzione delle due tribune pentagonali poste a conclusione del portico raccordato alla facciata del Santuario di San Luca. Dunque un’ importante memoria storica per tutto l’asse di via Saragozza. Al momento della richiesta progettuale le soluzioni sottoposte alla Soprintendenza ai beni architettonici non erano state in grado di concliare le problematiche di tutela del monumento con le necessità di abbattimento delle barriere architettoniche. Barriere che l’arco genera per il podio gradonato su cui si eleva e che, girando tutt’intorno, lo rende inaccessibile su tutti i lati.
Arco Bonaccorsi accessibilitàMetodologia
Il progetto AdS prevede di realizzare, sul lato destro dell’arco, una doppia rampa a ridottissima pendenza (compresa tra 1,5 e 4,4%), raccordata alle gradinate storiche dell’arco, tramite un sistema ‘misto’ di salita e discesa che integra le rampe ai gradini di una scala. Tale espediente è noto anche con il termine inglese “stripes” (“steps” + “ramps”) e fra i tanti è stato impiegato da Arthur Erickson per le sue rampe-scala nel complesso pubblico di Robson Square a Vancouver e più di recente da Rem Koolhaas per il McCormick Tribune Campus Center all’Illinois Institute of Technology di Chicago. Il nostro progetto trasforma l’Arco Bonaccorsi in uno snodo pedonale “per tutti”, senza alterarne l’integrità e la leggibilità storica con una soluzione progettuale aggiornata ai tempi.
Opportunità e sfide
La difficile applicazione delle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche agli immobili “vincolati” è stata spesso impiegata come scusa per evitare gli adeguamenti, per ridurli al minimo o per farli con soluzioni esteticamente poco compatibili. Al contrario, con il progetto per l’Arco Bonaccorsi, AdS mostra di concepire il tema dell’accessibilità come nuovo spazio progettuale per gli architetti che operano nel settore monumentale, in accordo con le Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale emesse nel 2008 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

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