Architetti di strada
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A casa a Bologna

In collaborazione con: Tipo di intervento: 
Stato dei lavori:  Con il sostegno di: 


Progetto proposto
L'area di intervento è il Piratino, situata nel quartiere San Donato, all’estrema periferia est di Bologna, in un contesto rurale a breve distanza dal Centro Agro Alimentare. Estensione di 5.000 mq, ha ospitato nel 2000 e per 4 anni un insediamento temporaneo rivolto a famiglie Rom allontanate da occupazioni abusive di aree demaniali lungo fiume. Il progetto proposto si compone di 6 moduli, che affrontano le diverse scale ma restano complementari e reciprocamente aperti; hanno ciascuno un’autonomia disciplinare ma interagiscono nel perseguimento degli obiettivi posti. Ogni elemento progettuale viene preso in considerazione nella duplice valenza di elemento costruito ed elemento gestito.

 

• Case, edifici a basso costo. Realizzazione di edifici residenziali con bassi costi di costruzione ma con buone caratteristiche di durata nel tempo e contenimento dei costi di gestione e del dispendio energetico; utilizzo di materiali di buone qualità costruttive; generazione di architetture decorose e di buon inserimento nel contesto.

• Servizi annessi: ambienti comuni/luoghi di lavoro. Realizzazione di servizi annessi: officina/laboratorio, locale comune.

• Spazi esterni attivi. Allestimento di spazi esterni e di pertinenza: orti, giardini, attrezzature ludiche e per la sosta all’aperto.

• Le relazioni con la città. Relazioni fisiche, percettive, funzionali con le città (Bologna, Quarto, Castenaso).

• Avvio dell’abitare/del lavorare. Accompagnamento nel processo di insediamento e integrazione: al nucleo insediato viene chiesto di far emergere risorse e competenze.

• Comunicazione. Ideazione e sviluppo di un programma di documentazione e comunicazione nel corso di tutte le fasi previste: progettazione, costruzione, gestione.

a casa a Bologna

Metodologia

Il metedo utilizzato predilige un approccio interdisciplinare, dimostrando l’efficacia di un rapporto oggi inedito tra progettisti, gestori, amministratori pubblici, in cui protagonista è il progetto tecnico, affrontato sin dalle sue prime battute in modo concretamente multidisciplinare. Idealmente, si intende avvicinare il progettista a chi vive il bisogno, in modo da stabilire risposte efficaci nel tempo e sostenibili in termini economici, sociali, ambientali.

I pilastri alla base del progetto proposto sono stati tre: bassi costi di costruzione e manutenzione, creazione di strutture e servizi che possano rendere autosostenibile l’insediamento nel tempo, costante creazione di relazioni volte all’immediata integrazione del nuovo luogo e dei suoi abitanti nella città.

Opportunità e sfide
L’opportunità e la sfida più grande offerta dal progetto e suo obiettivo generale è rispondere all’emergenza abitativa connessa all’integrazione sociale, con intenti e azioni condivisi tra professionalità ed esperienze di diversi ambiti disciplinari,   sullo sviluppo sostenibile e sull’incontro, oggi per lo più assente, tra pianificazione e gestione.
Il processo di integrazione di un singolo o una famiglia che vivono in condizioni di emarginazione, emergenza abitativa, disagio sociale si basa in prima istanza sul semplice principio del sentirsi a casa. Questo progetto traduce questa istanza in due azioni principali:

• fornire una dimora dignitosa, per sè, per crescere la propria famiglia
• fornire tutti gli strumenti per sentirsi cittadini, appartenere alla collettività

Si vuole stabilire un flusso di benefici reciproci: la città ti offre qualcosa, cresce la coscienza civica dell’individuo e l’individuo offre qualcosa alla città.
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